Allenamento: la filosofia cardiocentrica

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lucaliffo
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da lucaliffo »

"Confermo che con 170 bpm sono tutt'altro che in grado di chiacchierare"

QUESTO è L'IMPORTANTE!
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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Segnalo forum americano sugli "allenamenti a basse frequenze cardiache", i principi sono sempre gli stessi:
http://www.runningahead.com/groups/LOWHRTR/forum
Zedemel
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel »

GioPod ha scritto:Segnalo forum americano sugli "allenamenti a basse frequenze cardiache", i principi sono sempre gli stessi:
http://www.runningahead.com/groups/LOWHRTR/forum
C'è gente che va forte?
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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Boh

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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Ho provato a fare una domanda tecnica, ma non mi rispondono in maniera esauriente. (http://www.runningahead.com/groups/LOWH ... 38e/resume)
In pratica TUTTI questi metodi di allenamento (Maffetone, Hadd, Mittleman, Van Aaken, e quello de noantri, RJo e altri ancora) dicono di NON effettuare lavori veloci durante il periodo di "costruzione", pena un decadimento dei miglioramenti aerobbbici.
Qualcuno dà un po' la colpa all'acido lattico (pure RJo ma poi ha in parte ritrattato), a volte si dà un po' la colpa allo stress e agli ormoni prodotti durante questo tipo di lavori, che sarebbero "dannosi" per il "sistema aerobbbico". Ma in che modo, mi chiedo io? e in che misura? Non mi riesce di trovare una spiegazione (io mi sono fatto un'idea che poco c'entra col "sistema aerobbbico").

Dubbio: ma se il sistema aerobbbbico funziona con l'ossigeno, perché un po' di lavori veloci (direi pure velocissimi perché oltre la soglia anaerobica) vicino al MASSIMO CONSUMO DI OSSIGENO dovrebbero danneggiare il sistema aerobbbbico?
:study:
Zedemel
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel »

GioPod ha scritto: In pratica TUTTI questi metodi di allenamento (Maffetone, Hadd, Mittleman, Van Aaken, e quello de noantri, RJo e altri ancora) dicono di NON effettuare lavori veloci durante il periodo di "costruzione", pena un decadimento dei miglioramenti aerobbbici.
Le vere domande per me sono:
- sono mai usciti campioni che hanno cominciato a correre con questi metodi?
- i veri campioni, che molto probabilmente correvano fin da piccoli, si saranno mai posti questi problemi? "ops mi sta venendo un leggero fiatone spetta che rallento altrimenti mi danneggio il sistema aerobico"

A me sembrano metodi per principianti in tarda età che non vogliono esagerare, fatti in modo da "venderti" qualcosa di "diverso".

Io ho letto anche il diario di Rjo e mi pare che lui stesso abbia cominciato a correre e fatto i primi grandi miglioramenti, NON con questi metodi. 8-) Però magari mi sbaglio, prova a rileggerti il suo blog dall'inizio se hai tempo e poi dammi una tua opinione.
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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Per me la domanda principale non è se sono mai usciti campioni da questi metodi (a parte che qualcuno sì): personalmente mi interesserebbe poco, perché tanto campione io non lo divento neanche col doping, e non certo a 50 anni.

Per me potrebbero pure andare bene anche se funzionassero solo per i 50enni più o meno mediamente scarsi: funzionano? fanno migliorare? cosa e quanto?

A me interesserebbe solo capire meglio, perché qualcosa fanno... devo capire se fanno altro oltre ad allenare il cuore.

Sono decenni che questi metodi girano, e chissà quante migliaia di runner li hanno seguiti. Non mi limiterei a liquidarli con un semplice: "sono una bufala per principianti".
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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Sul libro di Maffetone, una delle bibbie di questi metodi, a proposito di come i lavori di velocità interferiscano con lo sviluppo del "sistema aerobbbbico" (il vero cuore del discorso per come la vedo io) trovo:
"how do anaerobic training, competition, or other stresses interfere with aerobic development?
- Stress of any type can interfere with the aerobic system by raising the hormone cortisol. High cortisol can interfere with many physiological
processes in the brain, muscles, and metabolism that are necessary to develop aerobic function and endurance.
- High cortisol levels, a common marker of overtraining, also increases insulin levels, inhibiting the fat-burning process necessary for aerobic muscles to work well.
- Anaerobic training can decrease the number of aerobic muscle fibers, sometimes significantly. This can happen in just a few short weeks.
- Anaerobic training raises your respiratory quotient, meaning that fat burning is reduced and sugar burning is increased, encouraging further use of anaerobic function and less aerobic activity.
- Excessive amounts of lactic acid produced during anaerobic training may impair aerobic muscle enzymes, reducing aerobic function.
- Anaerobic training typically causes athletes to consume more refined carbohydrates because of an increased craving for sugar. This can increase insulin levels and further interfere with fat burning, reducing aerobic function."

Le domande che allo mi faccio io sono:
1.2. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, produrre così tanto stress e cortisolo e insulina da interferire col sistema aerobbbico?
3. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, diminuire così drasticamente le "fibre muscolari aerobiche"?
4. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, aumentare così drasticamente il mio "quoziente respiratorio"?
5. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, produrre così tanto acido lattico da ridurre la funzione aerobica al punto da far peggiorare il "sistema aerobbbbico"?
Ultima modifica di GioPod il mer 30 mar 2016, 16:11, modificato 1 volta in totale.
Zedemel
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel »

GioPod ha scritto:Per me la domanda principale non è se sono mai usciti campioni da questi metodi (a parte che qualcuno sì): personalmente mi interesserebbe poco, perché tanto campione io non lo divento neanche col doping, e non certo a 50 anni.

Per me potrebbero pure andare bene anche se funzionassero solo per i 50enni più o meno mediamente scarsi: funzionano? fanno migliorare? cosa e quanto?

A me interesserebbe solo capire meglio, perché qualcosa fanno... devo capire se fanno altro oltre ad allenare il cuore.

Sono decenni che questi metodi girano, e chissà quante migliaia di runner li hanno seguiti. Non mi limiterei a liquidarli con un semplice: "sono una bufala per principianti".
il discorso va capovolto, un campione userà metodi che massimizzano la sua prestazione e con le dovute proporzioni trovo più interessante capire la logica che c'è dietro chi va forte, pur sapendo che non andrò mai come lui.

Qualsiasi cosa che sia alzarsi dal divano funziona e ti fa migliorare. Il discorso più complesso è quanto si migliora, in quanto tempo e fino a dove. Però la controprova sicura la si può avere solo su sè stessi, provare vedere e poi smettere per un po' e poi fare la stessa cosa con un modo diverso di allenarsi, strada poco praticabile mi pare.
Prendiamo un sedentario, sarà meglio migliorare 30" a km facendo 80km a settimana, o 50" facendo 40km in un'altra maniera?
Io penso che certi metodi basati molto su kilometraggi molto lenti e cardio, facciano migliorare meno, più lentamente e ci si plafoni prima ( e dopo dicono vedendo gli altri andare più forte "eh ma son le doti naturali"........ ma de che... per viaggiare a 5' o 4' a km? suvvia).
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel »

GioPod ha scritto: A me interesserebbe solo capire meglio, perché qualcosa fanno... devo capire se fanno altro oltre ad allenare il cuore.
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ricordando sempre che il cuore è un pezzetto della prestazione, se uno non corresse mai, ma facesse milioni di piegamenti sulle braccia, allenerebbe il cuore ma avrebbe pur sempre una prestazione podistica quasi da sedentario.
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