Allenamento: la filosofia cardiocentrica

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Ericradis
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Ericradis »

Zedemel ha scritto:
GioPod ha scritto: A me interesserebbe solo capire meglio, perché qualcosa fanno... devo capire se fanno altro oltre ad allenare il cuore.
.
ricordando sempre che il cuore è un pezzetto della prestazione, se uno non corresse mai, ma facesse milioni di piegamenti sulle braccia, allenerebbe il cuore ma avrebbe pur sempre una prestazione podistica quasi da sedentario.
Il mio professore di fisiologia, fine anni 80, diceva: "se metti Bordin o Bugno a pagaiare su una canoa, saranno efficaci quanto me che vado in canoa una volta ogni quindici giorni".
Non è un concetto nuovo quello che l'allenamento è prevalentemente periferico.
lucaliffo
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da lucaliffo »

GioPod ha scritto:Sul libro di Maffetone, una delle bibbie di questi metodi, a proposito di come i lavori di velocità interferiscano con lo sviluppo del "sistema aerobbbbico" (il vero cuore del discorso per come la vedo io) trovo:
"how do anaerobic training, competition, or other stresses interfere with aerobic development?
- Stress of any type can interfere with the aerobic system by raising the hormone cortisol. High cortisol can interfere with many physiological
processes in the brain, muscles, and metabolism that are necessary to develop aerobic function and endurance.
- High cortisol levels, a common marker of overtraining, also increases insulin levels, inhibiting the fat-burning process necessary for aerobic muscles to work well.
- Anaerobic training can decrease the number of aerobic muscle fibers, sometimes significantly. This can happen in just a few short weeks.
- Anaerobic training raises your respiratory quotient, meaning that fat burning is reduced and sugar burning is increased, encouraging further use of anaerobic function and less aerobic activity.
- Excessive amounts of lactic acid produced during anaerobic training may impair aerobic muscle enzymes, reducing aerobic function.
- Anaerobic training typically causes athletes to consume more refined carbohydrates because of an increased craving for sugar. This can increase insulin levels and further interfere with fat burning, reducing aerobic function."

Le domande che allo mi faccio io sono:
1.2. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, produrre così tanto stress e cortisolo e insulina da interferire col sistema aerobbbico?
3. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, diminuire così drasticamente le "fibre muscolari aerobiche"?
4. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, aumentare così drasticamente il mio "quoziente respiratorio"?
5. Può qualche lavoro veloce, una volta alla settimana, produrre così tanto acido lattico da ridurre la funzione aerobica al punto da far peggiorare il "sistema aerobbbbico"?
la risposta è NO.
ma neanche 2 lavori a settimana...
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spuffy
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da spuffy »

Che è la soglia? :) io faccio il lento a 4:40/5 e i medi a 3:30!

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1500-4:05 2:53 min/km
3000-8:16 2:45 min/km
5000 14:07 2:49 min/km
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Poi dice che non c'entra la genetica: spuffy va come un TGV e non sa cos'è la soglia! :D

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Zedemel
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel »

spuffy ha scritto:Che è la soglia? :) io faccio il lento a 4:40/5 e i medi a 3:30!

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la soglia non esiste più l'ha sdoganata pure Pizzolato :lingua: :lingua: :lingua:

è in effetti un concetto relativo, quando vedi quei keniani correre in 2h 03', vai tu a definire la soglia :joint:
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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Beh la soglia anaerobica forse non esiste come concetto... ma la soglia del lattato esiste.
Prova a chiedere ai vari Baldini e Pizzolato se non sanno quanto era la loro soglia! :D

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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da lucaliffo »

sì però, come scrissi sul blog, le prestazioni di baldini non erano correlate con le sue soglie...
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GioPod
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Corro a leggere
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod »

Ok Luc, ma se la risposta a tutte quelle domande è NO, allora perché TUTTI i teorici del lentismo ripetono come un mantra questa storia del dover evitare gare e allenamenti veloci nei periodi di "costruzione" aerobbbbica?
Tutti assieme hanno allenato migliaia e migliaia di atleti, di tutti i livelli, e ripetono tutti questa litania.

Probabilmente, e sottolineo dico probabilmente, è come penso io: quei periodi di allenamenti lenti servono per RALLENTARE il cuore. Quei miglioramenti sulle velocità nei test periodici non sono veramente velocità crescenti, ma cuore che rallenta: A PARITA DI BATTITI CARDIACI IL PASSO AUMENTA PERCHE A PARTITA DI PASSO IL CUORE VA PIU PIANO.
(Edit: i test di verifica sono corsi a frequenze costanti nel tempo, e si assiste a più o meno grandi incrementi di passo, a pari frequenze cardiache)

Questo allenamento del cuore, però, funziona finché si va piano: da qua la regola ferrea di evitare lavori veloci.
perché quando si reinnestano le famigerate ripetute i regimi di funzionamento del cuore tendono a ritornare vicini ai livelli precedenti.
Certo nel frattempo, però, sei riuscito a macinare un sacco di chilometri e questo ti ha fatto bene.
Poi in salita, l'ho sperimentato io personalmente, un cuore che NON SALE è un bel vantaggio, si va più forte. Ho battuto i miei compagni di allenamentio, quelli che nei 10k e nella mezza mi lasciano indietro.
E forse si va più forte anche attorno alla soglia anaerobica o chiamiamola potenza aerobica: un cuore che non sale più come prima forse riesce meglio a gestire quelle velocità in cui un cuore che batte troppo forte comincia a mandare in crisi la capacità di smaltimento dell'acido lattico?

Ma si potrebbero fare, a grandi livelli, gare sui 15/21km senza fare lavori specifici e quindi veloci? No.
E qua casca l'asino...
e si possono fare periodi tanto lunghi senza ripetute veloci senza lavorare in altro modo su forza, elasticità muscolare, meccanica di corsa? No.
Ma allora alternare continuamente brevi periodi di rallentamento cardiaco a lavori specifici? Neanche, si rischia di non rendere efficaci né gli uni né gli altri.
Intanto questa potrebbe essere una spiegazione perché ad alti livelli forse funziona poco o niente (SEMPRE CHE L'ASSUNTO SIA GIUSTO, e cioè che più che lavorare sul sistema aerobbbbico (o oltre a questo) questi allenamenti allenano il cuore a pompare meno frequentemente).

Boh mi faccio tante domande, voi direte forse pure troppe... ma io ho provato 3 mesi e mezzo, e qualcosa ho visto, ho visto cambiare il funzionamento del mio cuore... e vorrei capire se continuare e come, e quanto.
Anche se so che questo non è il posto corretto, voi siete molto contrari.
D'altra parte non è neanche la "scuola elementare" il posto corretto, perché metto in dubbio tutte le loro certezze...
boh... :study: :testata: :confuso: intanto corro! :punk:
Zedemel
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel »

Devi fare ciò che ritieni meglio.
il cuore si allena anche ad alte frequenze e presto raggiunge il suo apice. Se vai più forte è perché le tue gambe sono più allenate di prima e te lo dice uno che ha il cuore lentissimo. Se fosse solo questione di cuore io dovrei essere froome :joint:
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