anch'io reggo cose molto più toste (però poi sono produttive? boh). Cioè quando leggo di come Sirpoc fosse andato in overtraining prima di iniziare con i norwegian singles che lo hanno portato sub15 sui 5 mi domando come fosse possibile andarci con 5 allenamenti a settimana, meno di 70k e 2 allenamenti forti...
per cui boh, ovviamente va pensato sulla media dei runner
tornando agli allunghi paradossalmente Bakken li suggerisce post lavori sotto soglia, ma poco più forti del lavoro stesso proprio per lo scopo opposto in cui li farebbe Magness nelle settimane di scarico, ossia per allentare la tensione muscolare
oh poi io rimango vecchia scuola e li faccio prima dei lavori sotto soglia e probabilmente troppo forti
li faccio pure spesso a fine CL, sono Norvegese atipico ahahhahahahah
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Re: Libri
Mah...sono molto perplesso.salvassa ha scritto: ven 29 mag 2026, 12:10Bakken essenzialmente è un cagasotto ahahahhahaL'Appiedato ha scritto:Non ama gli allunghi per quale motivo?
nel senso buono se si vuole.
cioè misura tutto in rischi benefici. Sarebbe uno di quelli che investe solo in rendimenti a bassissimo o nullo rischio anche a costo di guadagnare pochissimo
per questo dice che gli allunghi hanno una percentuale di rischio (soprattutto negli amatori che hanno la tendenza a spararli) che non giustificano per lui il vantaggio a farli che ai suoi occhi è minimo / nullo
Nella corsa la maggior parte degli infortuni deriva da sovraccarico funzionale cioè dal ripetere ennemila volte lo stesso movimento; l'Allungo è proprio l'occasione per variare un minimo la meccanica tramite una esercitazione fatta, tra l'altro, con ampio margine
" personaggio occulto, un massone, un beato paolo" (cit. Lucaliffo)
Re: Libri
c'è Cucuzzella, l'autore di run for your Life, che la vede come te infatti li suggerisce ad ogni corsa.
A me non convince nemmeno questo. Intanto perché sono un'aggiunta non una sostituzione ai km e urti ripetitivi.
Inoltre non credo nemmeno che il problema degli infortuni della corsa siano dalla ripetizione di un gesto identico, ma da non riuscire a gestire un certi carico (infortunio da sovraccarico) che può essere sia dal fsr troppo sia dal far cose completamente nuove, ma non credo (opinione personale) dalla ripetitività tout court. Così a naso è più a rischio infortunio 4 ore lente e 1 soglia o sopra rispetto a 5h solo lente settimanali (che poi se fai solo lenti sia un problema quando inserisci cose nuove è un altro paio di maniche)
A me non convince nemmeno questo. Intanto perché sono un'aggiunta non una sostituzione ai km e urti ripetitivi.
Inoltre non credo nemmeno che il problema degli infortuni della corsa siano dalla ripetizione di un gesto identico, ma da non riuscire a gestire un certi carico (infortunio da sovraccarico) che può essere sia dal fsr troppo sia dal far cose completamente nuove, ma non credo (opinione personale) dalla ripetitività tout court. Così a naso è più a rischio infortunio 4 ore lente e 1 soglia o sopra rispetto a 5h solo lente settimanali (che poi se fai solo lenti sia un problema quando inserisci cose nuove è un altro paio di maniche)
PB: 5k 19'07 (passaggio test in pista 29/1/2022) 10k 38'34" (test in pista 29/1/2022) 21k 1h23'23" (Roma Ostia 06/03/2022) 42k 2h58.47 (Milano 2022)
Squat 145 Panca 100 Stacco 185
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Re: Libri
Allora...hai ragione e infatti non ritengo nemmeno corretto un approccio estremista dell'altro versante però una precisazione:
Riprendendo il tuo esempio, quando fai 1h ora di soglia hai una meccanica non troppo diversa da una corsa lenta, le forze coinvolte sono ovviamente maggiori ma soprattutto tu sai già che da un certo momento in poi correrai con dei muscoli stanchi e i più stanchi saranno tutti quei muscoletti del cacchio che di per sé stessi non sono così centrali ma sono proprio quei muscoli stabilizzatori che ti tengono assieme.
In un allungo è vero che raggiungi velocità di picco superiori rispetto ad una soglia, hai angoli maggiori, un maggior componente di forza pliometrica, tutto quello che vuoi...ma sei fresco, addirittura puoi produrre una velocità per te inusuale con il massimo controllo e percezione del movimento
Riprendendo il tuo esempio, quando fai 1h ora di soglia hai una meccanica non troppo diversa da una corsa lenta, le forze coinvolte sono ovviamente maggiori ma soprattutto tu sai già che da un certo momento in poi correrai con dei muscoli stanchi e i più stanchi saranno tutti quei muscoletti del cacchio che di per sé stessi non sono così centrali ma sono proprio quei muscoli stabilizzatori che ti tengono assieme.
In un allungo è vero che raggiungi velocità di picco superiori rispetto ad una soglia, hai angoli maggiori, un maggior componente di forza pliometrica, tutto quello che vuoi...ma sei fresco, addirittura puoi produrre una velocità per te inusuale con il massimo controllo e percezione del movimento
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Re: Libri
però a quel punto non sono meglio le salite, brevissime alla Hudson o meno brevi alla Bakken/Inge?
sicuramente gli allunghi sono molto molto meno tassanti (se fatti veramente bene ossia graduale accelerazione e decelerazione senza arrivare a cannone e piantarsi come in una sorta di ripetuta da 100m come fanno molti runner) ma lo sforzo pur minimo ha reali benefici?
boh io nel dubbio li faccio. Mi piacciono mi fanno sentire come se sapessi correre. Li reputo (forse sbagliando) a sforzo e rischio praticamente 0. Però il dubbio sull'utilità rimane.
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sicuramente gli allunghi sono molto molto meno tassanti (se fatti veramente bene ossia graduale accelerazione e decelerazione senza arrivare a cannone e piantarsi come in una sorta di ripetuta da 100m come fanno molti runner) ma lo sforzo pur minimo ha reali benefici?
boh io nel dubbio li faccio. Mi piacciono mi fanno sentire come se sapessi correre. Li reputo (forse sbagliando) a sforzo e rischio praticamente 0. Però il dubbio sull'utilità rimane.
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Re: Libri
Anche secondo me allunghi fatti bene con accelerazione graduale e decelerazione graduale non sono tassanti o rischiosi.salvassa ha scritto:però a quel punto non sono meglio le salite, brevissime alla Hudson o meno brevi alla Bakken/Inge?
sicuramente gli allunghi sono molto molto meno tassanti (se fatti veramente bene ossia graduale accelerazione e decelerazione senza arrivare a cannone e piantarsi come in una sorta di ripetuta da 100m come fanno molti runner) ma lo sforzo pur minimo ha reali benefici?
boh io nel dubbio li faccio. Mi piacciono mi fanno sentire come se sapessi correre. Li reputo (forse sbagliando) a sforzo e rischio praticamente 0. Però il dubbio sull'utilità rimane.
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Poi da quanto ne so io, l'idea è correrli in scioltezza, non a tutta, ma neanche facendo jogging.
Purtroppo sono ignorante sui vari autori che citate. Nel caso interessasse, nel mio gruppo facciamo due tipi ti allunghi:
- steigerungen: circa 100m con graduale accelerazione (e senza stop brusco). Fatti di solito prima di lavori "veloci", cioè più veloci di lavori in soglia.
- KL (Koordinationlauf): fatti alla fine di lenti svelti, lunghi 60-80m con il focus di coordinazione, buona forma. Es per me buona forma vuol dire focus su falcata un po' più ampia e schiena dritta (quando sono stanca, es. fine gara o lavori tendo un po' ad ingobbirmi).
Non so se gli autori si riferiscano a tipi diversi di allunghi e se definiscano cosa siano.
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42k: 2:37:43 - 3:44.3/km (Valencia 12/2023)
21k: 1:15:39 - 3:35.4/km (Monza 10/2023)
10k: 34:15 - 3:25.6/km (Payerne 03/2023, CH)
5000m:16:43.9 - 3:20.8/km (Bellinzona 08/2023, CH)
3000m: 9:55 - 3:18.3/km (Brugg 06/2023, CH)
21k: 1:15:39 - 3:35.4/km (Monza 10/2023)
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Re: Libri
DAL MEZZOFONDO ALLA MARATONA (Canova, Zanini)
Diciamo anzitutto che è diviso in 3 parti:
1) evoluzione storica delle metodologie di allenamento e storia delle specialità di endurance
[ A mio avviso una fonte preziosa e rara di informazioni]
2) teoria dell'allenamento: principi fisiologici / mezzi di allenamento/ principi metodologici / periodizzazione
3) l'allenamento specifico per le diverse distanze con esempi pratici
Alcune considerazioni personali su questo testo:
è un libro che sarebbe opportuno leggere e anche possedere poiché può essere uno strumento di consultazione.
È un testo denso di informazioni, frutto diretto del lavoro di un uomo che ha lavorato per 60 anni con il meglio dell'atletica mondiale; informazioni corroborate da test sul campo.
Vi sono tuttavia dei difetti:
Si nota che non è curato da un editore, non è rifinito e manca tutta la parte bibliografica.
È un prodotto molto esperienziale con tutti i pro e i contro di questa cosa.
È un libro che parla di attività di alto livello; sia le periodizzazioni proposte sia soprattutto gli esempi pratici necessitano di un'opera di traduzione per i mortali.
La filosofia e l'approccio canoviano è affascinante eppure la sua periodizzazione si basa su una progressione necessaria e al contempo apparentemente ineluttabile ma ciò che io mi chiedo è quanto in realtà sia possibile questa progressione. Ragiono nel corpo di un atleta di nessun talento, probabilmente anche poco responsivo e per cui ammetto di faticare ad immaginare certe "magnifiche sorti e progressive"
Lascio un esempio
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Diciamo anzitutto che è diviso in 3 parti:
1) evoluzione storica delle metodologie di allenamento e storia delle specialità di endurance
[ A mio avviso una fonte preziosa e rara di informazioni]
2) teoria dell'allenamento: principi fisiologici / mezzi di allenamento/ principi metodologici / periodizzazione
3) l'allenamento specifico per le diverse distanze con esempi pratici
Alcune considerazioni personali su questo testo:
è un libro che sarebbe opportuno leggere e anche possedere poiché può essere uno strumento di consultazione.
È un testo denso di informazioni, frutto diretto del lavoro di un uomo che ha lavorato per 60 anni con il meglio dell'atletica mondiale; informazioni corroborate da test sul campo.
Vi sono tuttavia dei difetti:
Si nota che non è curato da un editore, non è rifinito e manca tutta la parte bibliografica.
È un prodotto molto esperienziale con tutti i pro e i contro di questa cosa.
È un libro che parla di attività di alto livello; sia le periodizzazioni proposte sia soprattutto gli esempi pratici necessitano di un'opera di traduzione per i mortali.
La filosofia e l'approccio canoviano è affascinante eppure la sua periodizzazione si basa su una progressione necessaria e al contempo apparentemente ineluttabile ma ciò che io mi chiedo è quanto in realtà sia possibile questa progressione. Ragiono nel corpo di un atleta di nessun talento, probabilmente anche poco responsivo e per cui ammetto di faticare ad immaginare certe "magnifiche sorti e progressive"
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