Allenamento: la filosofia cardiocentrica
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
Ok l'estate scorsa ne avevo due. Comunque ha molto senso il tuo discorso in generale, ma nel mio caso c'entra poco
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
ripeto, dipende dalla velocità, perchè probabilmente hai ancora buoni margini di miglioramento rispetto ai tuoi limiti. Non è che fare una maratona sia un sintomo di efficienza di per sè, ma è legato ai propri limiti, assoluti e relativi al momento. Se uno facesse 4' a km nei 10.000 e poi fa la maratona a 5' a km, la maratona non l'ha fatta bene.GioPod ha scritto:Certo Zedemel, ma non è il mio caso. Con 3 maratone alle spalle un minimo di efficienza già c'è. E poi considera il tempo: 3 mesi e mezzo
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Mutante sovrumano
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
Ha molto senso. Però mi spiega solo in parte la cosa. Vedi io quel miglioramento di circa 60" al km non l'ho avuto nel lento, ma a una velocità tra il lento e il ritmo maratona. La maratona che ho poi fatto, però, l'ho corsa a 20" al km più veloce e neanche tutta.
Insomma tutto c'entra, un'ottimizzazione ancora lontana, magari degli allenamenti non perfetti, anzi sicuramente non perfetti, ma mi manca ancora qualcosa al quadro, è per questo che cerco di capire e mi dò delle risposte "alternative".
Di sicuro una componente di ottimizzazione meccanica a quell'andatura come dice Luc c'è
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Insomma tutto c'entra, un'ottimizzazione ancora lontana, magari degli allenamenti non perfetti, anzi sicuramente non perfetti, ma mi manca ancora qualcosa al quadro, è per questo che cerco di capire e mi dò delle risposte "alternative".
Di sicuro una componente di ottimizzazione meccanica a quell'andatura come dice Luc c'è
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
Il quadro è che bisogna ottimizzarsi per la velocità/tipo di gara che s'intende fare, inteso come complesso dell'organismo umano. Che piaccia o no, la corsa (ma praticamente tutti gli sport) è fatta principalmente di muscoli che si muovono, ed è lì che bisogna lavorare. Non a caso Canova fa fare allenamenti molto prossimi alla lunghezza e alla velocità di maratona, perchè tanto poi la gara la fai a quelle velocità.
Anche se sono allenatissimo per fare i 5'10" al km me ne faccio poco, se non per vivere la corsa come jogging piacevole, ma poi le gare le devo fare a 4' e qualcosa.
Anche se sono allenatissimo per fare i 5'10" al km me ne faccio poco, se non per vivere la corsa come jogging piacevole, ma poi le gare le devo fare a 4' e qualcosa.
Mutante sovrumano
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
giopod,
ma in quei 3 mesi sui 10k quanto sei migliorato a fronte del miglioramento di 60" sul lento-svelto?
ma in quei 3 mesi sui 10k quanto sei migliorato a fronte del miglioramento di 60" sul lento-svelto?
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
prendiamo la formula MAF, 180-età.
lasciamo stare i correttivi (le teorie con molti "se" e "ma" dovrebbero essere scartate a priori...).
1) per cominciare, correre più spesso possibile a quel valore contrasta con tutti i principi più basilari di ogni allenamento, ovvero la differenziazione dello sforzo
2) zedemel dovrebbe andare a 140, che per lui è medio (fa cl a 125)
3) paolo dovrebbe andare a 130, che per lui è jogging iperlentissimo (fa cl a 155)

lasciamo stare i correttivi (le teorie con molti "se" e "ma" dovrebbero essere scartate a priori...).
1) per cominciare, correre più spesso possibile a quel valore contrasta con tutti i principi più basilari di ogni allenamento, ovvero la differenziazione dello sforzo
2) zedemel dovrebbe andare a 140, che per lui è medio (fa cl a 125)
3) paolo dovrebbe andare a 130, che per lui è jogging iperlentissimo (fa cl a 155)
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
Invece i correttivi mi sembrano molto pertinenti: un conto è un principiante, un conto è uno ben allenato nell'endurance. Questo può andare 5bmp in più.
Ma a prescindere dai conti, che potrebbero andare bene per me che ho una fcmax praticamente identica a 220-età, e magari meno bene ad altri, il principio si baserebbe sull'insegnare al corpo a correre con un impegno cardiaco più basso. E questo lo fai sforzandoti all'inizio (perché il cuore allenato normalmente tende a salire normalmente) ma rimanendo poi entro un range massimo di sforzo. Se vai oltre sembra che questo allenamento "cardiaco" non funzioni più.
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Ma a prescindere dai conti, che potrebbero andare bene per me che ho una fcmax praticamente identica a 220-età, e magari meno bene ad altri, il principio si baserebbe sull'insegnare al corpo a correre con un impegno cardiaco più basso. E questo lo fai sforzandoti all'inizio (perché il cuore allenato normalmente tende a salire normalmente) ma rimanendo poi entro un range massimo di sforzo. Se vai oltre sembra che questo allenamento "cardiaco" non funzioni più.
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
@Zemedel: tutto corretto, ok, ma se ci pensi salta fuori l'inghippo. Io, dopo qualche mese a "lenti svelti" non ho ottimizzato soprattutto maratona e mezza, ma... le corte (6/7km) in salita, con forti dislivelli. Non è strano?
La spiegazione che sto dando io, ma non so se corretta, è che il cuore, allenato a stare "basso" non saliva oltre le frequenze di soglia e il sistema di smaltimento dell'acido lattico prodotto in salita non andava in crisi...
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La spiegazione che sto dando io, ma non so se corretta, è che il cuore, allenato a stare "basso" non saliva oltre le frequenze di soglia e il sistema di smaltimento dell'acido lattico prodotto in salita non andava in crisi...
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
1) i correttivi servono a FORZARE la conferma di una teoria di cui lo stesso autore si rende conto che è sballata.GioPod ha scritto:Invece i correttivi mi sembrano molto pertinenti: un conto è un principiante, un conto è uno ben allenato nell'endurance. Questo può andare 5bmp in più.
Ma a prescindere dai conti, che potrebbero andare bene per me che ho una fcmax praticamente identica a 220-età, e magari meno bene ad altri, il principio si baserebbe sull'insegnare al corpo a correre con un impegno cardiaco più basso. E questo lo fai sforzandoti all'inizio (perché il cuore allenato normalmente tende a salire normalmente) ma rimanendo poi entro un range massimo di sforzo. Se vai oltre sembra che questo allenamento "cardiaco" non funzioni più.
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2) nel caso di zedemel quella formula lo porta correre a impegno più alto
3) "Se vai oltre sembra che questo allenamento "cardiaco" non funzioni più"... questa è una falsità, toglietevela dalla testa una volta per tutte
Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica
3) se vai oltre sembra che questo allenamento "cardiaco" non funzioni più.
Attenzione: a dire questo sono io, non sono le teorie lentiste. Loro dicono che l'allenamento della "base aerobica" ne risente, è diverso (magari ugualmente sbagliato, ma diverso).
Io sostengo (senza prova alcuna se non le sensazioni sulla mia esperienza) che non sia frutto solo di un miglioramento aerobico ma di una sorta di "rallentamento" cardiaco a quelle blande andature.
Avrebbe anche molto più senso il divieto di fare lavori veloci intensi, che altrimenti, come evidenzi tu, avrebbe poco senso il dire che inficiano la preparazione aerobica.
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Attenzione: a dire questo sono io, non sono le teorie lentiste. Loro dicono che l'allenamento della "base aerobica" ne risente, è diverso (magari ugualmente sbagliato, ma diverso).
Io sostengo (senza prova alcuna se non le sensazioni sulla mia esperienza) che non sia frutto solo di un miglioramento aerobico ma di una sorta di "rallentamento" cardiaco a quelle blande andature.
Avrebbe anche molto più senso il divieto di fare lavori veloci intensi, che altrimenti, come evidenzi tu, avrebbe poco senso il dire che inficiano la preparazione aerobica.
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